
IL DISTACCO
E così dopo un respiro profondo,
chiusi gli occhi e saltai,
nero nel buio,
teso all’arrembaggio,
paggio senza coraggio,
scivolai e volai tra le correnti gelide del mio cuore,
vincitore perso,
sciamano tra le scie della mia mano.

CIELO
Basta poco a fare un cielo: una luna scordata e il ricordo di un aereo.

SOGNI
La notte popolò le estreme terre dei sogni dove brillanti schegge di inconscio riverberarono su sentieri rupestri di un antico passato.
Clandestino nella vita
di tutti i giorni
dove chiedo permesso
per essere me stesso.
Ma imparo il trucco,
mi travesto,
da mago magari
del “Clan del Destino”.
Comincia la cerimonia
della mia iniziazione
ospite del gran destino,
ascolto la crescita in me
e ne osservo il cammino.
DA QUI NON PARTE NESSUN AEREO
Ti sto aspettando in questa mattina di pieno sole e cielo con il sorriso, fa un po' freddo è vero, ma con un buon giubbotto questo problema si risolve.
Ti sto aspettando in questo metro quadro di marciapiede che non è una fermata di autobus, dove non c'è l'insegna della metro e da dove non parte nessun aereo. Da qui, se vuoi, si continua un viaggio che poche persone al mondo concepiscono. Da qui si tolgono cappotti e maglioni e stracci e pelle e carne e ossa e si resta ad osservare quello che abbiamo creato, io nella mia vita, tu nei tuoi anni.
Se non arrivi, non ho perso il biglietto, il mezzo o la meta, ho perso il viaggio. Se non arrivi, ti capirò.

COSÌ COME SIAMO
Mi chiedo che sapore ha "essere se stessi",
se è un sapore possibile
o un'altra invenzione della nostalgia dell'uomo.
Mi chiedo quando potremo spogliarci e dirci
"eccoci qua, così come siamo"
senza l'ansia di leggere negli occhi degli altri
un valore che abbiamo già.
Abbiamo fatto dei passi che altri non immaginano
e altri passi ci aspettano e non riusciamo ad immaginarli,
ma non è un limite,
è solo attesa e viaggio.
E altro non so e forse non ho.