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È un dolore letto su un vecchio diario,
è un segno rimasto sui polsi dopo una lunga galera,
ed io che non riesco a trovare sfogo in nessuna preghiera.
È il terrore che si impossessa delle vittime
e di chi gli sta intorno e non sa più proteggerle
è il ricordo che svuota l’anima e le sporca la vita.
La “vita”...
...una parola così lontana, sparita,
che sembra di un altro luogo, un altro mondo.
“Vita”, una parola morta.
Quando anche le lacrime terminano
resta il vuoto della stanchezza.
È un inferno di fughe, un paradiso chiuso dal pianto
è un buio di ferrovia, l’odore ferroso di un amore mai nato,
ninna nanna di sirene nella culla della periferia
nostalgia di...
di cosa?
Di poche anime che le sono state vicine,
lei se ne è... andata
“ora ripenso a quando mi parlavi in lacrime
dicevi ‘questa vita non la cambio,
ma ci sto provando,
sto pregando,
ma sembra inutile’
e abbracciandomi dicesti
‘tornerò...’ "
Per fortuna esiste la musica, il feeling, l’amicizia.
Per fortuna si può ancora evadere,
altrimenti rimarrei schiacciato da questo dolore
dalla vergogna che provo di essere uomo,
davanti a queste storie.
Quando la notizia passa
e a terra restano
le anime ferite
e le innocenze rubate
e sono poche le ragazze
che tornano ad essere fate
(Dedicata ad Alice,
ovunque adesso sia) |